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Time management

12/18/2018

Definire le priorità per difendersi dalle urgenze – Cosa ho imparato da un percorso sulla gestione del tempo

Andrea Cristanelli


Sarebbe l’ennesimo paradosso raccontarsi che è una perdita di tempo partecipare ad un corso per imparare a gestirlo.

Cattive abitudini

Troppo spesso cadiamo vittime di “cattive abitudini” investendo tempo a fare cose che non ci soddisfano, non ci fanno crescere, non vorremmo fare. Certo alle volte siamo “costretti” a fare cose che non ci va di fare, ma come fare? Attraverso una semplice pianificazione, possiamo essere in grado di definire quello che è importante ed urgente da quello che invece non lo è.

Gli strumenti che posso usare sono molti e rispondono ad esigenze e caratteristiche personali: a qualcuno basta un foglio di carta, a qualcun altro un’agenda tascabile, ad altri ancora sincronizzare su telefono e computer più calendari contemporaneamente.

Tempo per “gestire il tempo”

Serve dunque un po’ di tempo per “gestire iltempo”, ma è un tempo speso bene, che ci permette di elaborare razionalmente e riconoscere così, le opzioni possibili e le scelte da attuare per ridurre stresse senso di disorganizzazione.

Stress: perché cadiamo vittime dell’ansia? Perché l’energia che sto spendendo è superiore al tempo che sto impiegando per quella determinata attività.

Per contenere l’ansia, devo imparare ad applicare il concetto del “qui e ora”: cosa significa? Significa che spesso mentre facciamo una cosa, pensiamo ad un’altra, compromettendo inevitabilmente il risultato del lavoro che sto facendo. Rischiamo così di entrare in una sorta di circolo vizioso, nel quale continuiamo a rincorrere le cose senza mai raggiungerle.

L’ultima parola chiave è Qualità. Per attribuire qualità al nostro tempo dobbiamo ripartire dalla consapevolezza della nostra natura umana fatta di pieni e di vuoti, di ozium (svago) enegozium (lavoro). Servono dunque momenti di svago, di rigenerazione, necessaria conferire qualità al nostro tempo e dunque al nostro lavoro. Dobbiamo imparare ad inserire nella nostra agenda anche gli spazi di ri-generazione, che ci permettono di ri-centrarci, ri-pianificare e così ri-partire… verso inostri obiettivi. Per conoscere un percorso devo impostare almeno due punti: solo quando mi chiedo e realizzo dove sono, sarò in grado di tracciare la strada verso il dove vado. Non ci resta dunque che augurare, buon tempo a tutti!

“…non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!” – Jep Gambardella

Dobbiamo imparare a decidere del proprio tempo per diventare noi i veri padroni del nostro tempo!