Cultura, organizzazione e valore aggiunto

12/18/2018

Se chiedessimo ad ognuno qual è la priorità per stare bene sul luogo di lavoro, avremmo forse qualche centinaia di risposte diverse. Età, famiglia, figli, stile di vita sono le variabili che definiscono i nostri bisogni e i parametri per identificare il datore di lavoro ideale. Il Country Report 2017 di Randstad per l’Italia su l’Employer Brand Reserach identifica come datore di lavoro ideale quello che offre:

  1. Work-life balance
  2. Atmosfera di lavoro
  3. Sicurezza del posto di lavoro
  4. Retribuzione e benefit
  5. Lavoro stimolante e sfidante

Il giusto bilanciamento tra vita privata e lavoro risulta un driver essenziale che le organizzazioni mirano a perseguire, per gli impatti positivi su molti aspetti: miglioramento della produttività, riduzione dell’assenteismo, miglioramento della sostenibilità aziendale. Non devono essere tutti come Richard Branson, che punta su un business “to enhance people’s lives”, ma l’attenzione alla persona, al cliente interno è l’approccio vincente per ottenere risultati migliori e valore aggiunto.

“La natura del lavoro è cambiata: dove, come e quando sono concetti non più rigidi e la differenza non la fa più la presenza ma il risultato. Lo Smart Working è la nuova frontiera” (Randstad).

Che lo Smart Working sia una frontiera o uno strumento, non è dato sapere. Ma è sicuro che un’organizzazione che mira al futuro deve tenere conto dei cambiamenti di ecosistema, generare cultura, organizzativa e manageriale, sviluppare modelli e strumenti: intelligenza e tecnologia non mancano.