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of Open Building

Co-creazione, alias Open Innovation Thinking

12/18/2018

Come può un’azienda rimanere competitiva sul mercato odierno? Creando alleanze e generando valore!


Il concetto della co-creazione non è nuovo, ma tra il dire e il fare… Però oggi i tempi sono maturi. Nello scenario di una democrazia partecipativa, di un approccio design thinking pervasivo e del ruolo dirompente dei social media, co-creazione e partecipazione sono diventati modelli di business concreti. Attenzione: non si tratta solo di una strategia di marketing, ma di un’attitudine mentale che deve essere trasferita nella struttura organizzativa aziendale. C’è bisogno di una cultura dove le aziende sono vicine agli stakeholder: partner, clienti, lavoratori. Insomma, bisogna abbandonare i vecchi approcci solipsistici e smetterla di guardare gli altri dall’alto in basso.


La chiave è la comunicazione: ascoltare, relazionarsi, riconoscere l’expertise di ogni soggetto. Condividere esperienze e punti di vista è il modo vincente per innovarsi, risolvere problemi, ideare nuovi servizi e business e implementare la performance. Come farlo? La rete è il mezzo più efficace per raggiungere tutti. Contest, processi di feedback, outsourching, crowdsourcing, focus group, user generated content, jam session. Strumenti che le aziende devono iniziare ad usare per raggiungere ipropri obiettivi. Esempi come Starbucks, Mulino Bianco e Nestlé, hanno già da tempo attivato questa strategia con scopi di implementazione e innovazione.


L’intelligenza distribuita è in grado di avere un impatto importante su cittadini, aziende e territorio, a livello economico e culturale. L’obiettivo è innescare un circolo virtuoso costruendo alleanze e un’identità aziendale basata su una solida cultura. Gli strumenti a disposizione ci sono, vanno usati in modo intelligente e lungimirante, perché nessun uomo è un’isola.