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Settore delle costruzioni: Diagnosi e cure per sollevare il declino dell’industria

12/18/2018

Il report Modernise or die di Mark Farmer cerca di trovare una soluzione al declino del settore delle costruzioni. L’idea è creare un’industria nuova che coopera a fianco di pratiche tradizionali. Ma è necessario modernizzare perché, continuando così, non è più possibile sopravvivere. Ma perché l’industria delle costruzioni è in fallimento? 


Negli ultimi 60 anni si è registrato, a livello europeo, un calo di quasi il 20% della produttività, perché la mancanza di standardizzazione ha portato a uno spreco di tempo e costi. Il problema maggiore è l’assenza di investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. I metodi moderni di costruzione come la prefabbricazione sono guardati con sospetto per paura di insolvenza, e il margine di fallimento viene fin troppo tollerato. Anche se anno eccezione i progetti che usano project planning e collaborazioni, il settore soffre di frammentazione, strutturale e della leadership: c’è tanto lavoro in proprio e una filiera produttiva limitata. Questo determina spreco di denaro e risorse, mancanza di controllo e scarsa responsabilità, e i governi evitano di prendere decisioni. Pochi investimenti anche in sviluppo e formazione: il training è infatti considerato erroneamente una delle maggiori fonti di perdita. Ma la mancanza di manodopera è sintomo anche della scarsa immagine dell’industria, che influenza le decisione di carriera dei giovani. In tutto ciò, la mancanza di cultura e collaborazione non fa che aumentare le tensioni.


Una volta identificati i problemi nell’industria delle costruzioni, Mark Farmer agisce come un medico: fa una diagnosi, stabilisce un trattamento di recupero e un programma di controllo. 

Per risolvere il problema di produttività è esemplare il progetto GSKFactory in a box, sistema di packaging che consegna componenti da assemblare sul posto, riducendo tempo e costi. Le parole chiave sono quindi standardizzazione, facilità, modularità. Gli investimenti in Research & Development potrebbero soddisfare i requisiti grazie a coordinamento e automazione. Le collaborazioni sono fondamentali per combattere la frammentazione del settore, e le tecnologie BIM possono essere usate come piattaforme di condivisione. L’integrazione tra il settore della costruzione e quello dell’ingegneria possono dare vita a progetti veloci, sicuri, sostenibili. In questo contesto, i governi dovrebbero farsi clienti per promuovere soluzioni nuove e stanziare fondi. A monte, è necessario puntare su capacità e formazione: università e imprese possono promuovere congiuntamente i programmi di insegnamento. 


Nella società esistono già potenziali soluzioni. Il migrant labour può risolvere a carenza di manodopera e rappresentare un incentivo alla conoscenza condivisa. La tendenza del build to rent model può portare allo sviluppo di un programma social housing…e non bisogna sottovalutare il ruolo fondamentale di clienti e tecnologie nel processo di modernizzazione, su cui è necessario investire. È auspicabile un patto a livello di leadershiptra industria delle costruzioni, clienti e governo. 


Goals: aumentare l’attrattività delle imprese e le proposte di lavoro, ridurre tempi e costi, aumentare la qualità, costruire collaborazioni e usare costantemente il BIM. Grazie alle piattaforme di open data, l’obiettivo è trasferire competenze e progetti in diversi settori, facendo incontrare domanda e offerta. Una cartina tornasole sarà, tra le altre cose, l’uso di nuovi termini come builtenvironment, built asset creation,construction integrated manufacturing,construction engineering.